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Dic 2017

Passioni

Tempo di auguri…

La Biblioteca centrale di Trento è un luogo magico. Quando devo concentrarmi su un lavoro, nella progettazione o nello studio di un nuovo argomento mi rifugio nella sala al primo piano. L’atmosfera è cambiata rispetto all’epoca pre digitale. Il silenzio non è più sacro e ogni tavolo è dotato di presa per ricaricare il fedelissimo portatile. Iscriversi alla newsletter è d’obbligo per restare aggiornati. Quest’anno mi è piaciuta in modo particolare le riflessioni che accompagnavano gli auguri e li condivido volentieri.

“Una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile”.

Così scriveva Luigi Pirandello. Anche una biblioteca dobbiamo farcela noi: noi che ci lavoriamo, noi che la frequentiamo, noi che le vogliamo bene. La biblioteca è tante cose diverse per tante persone. Per noi la biblioteca è anche uno strumento per capire il nostro mondo e, se lo vediamo storto, per provare a cambiarlo.
Davanti ad una realtà che non ci piace abbiamo in fondo poche alternative. Un’alternativa  è la  fuga, l’evasione, la negazione, che può assumere forme diverse: quella dell’allontanamento fisico; quella dell’introversione delle nostre paure; quella degli psicofarmaci o delle sostanze che ci dirottano i pensieri o ce li rendono tollerabili.
Un’altra è l’aggressività, il rancore, come se il mondo intero fosse in qualche modo colpevole delle nostre contraddizioni.
Una terza alternativa è immaginare un mondo “altro”; è riconoscere le cose per quello che sono, sapendo però che possono essere diverse; è costruire una (alla lettera) utopia, consapevoli che dobbiamo crederci, ma anche accettare che forse non la realizzeremo mai.
Questa terza possibilità è quella che auguriamo a ciascuno/a di voi. E questo augurio lo accostiamo ad un’immagine: quella dei cittadini londinesi che, dopo il bombardamento nazista che distrusse la biblioteca di Holland House, stavano fra le macerie a leggere: non solo perché la vita continua, perché abbiamo un bisogno di normalità soprattutto di fronte agli imprevisti, ma perché la risposta che possiamo dare ad un mondo nel quale ci pare naufragare il senso è quella del pensiero, quella dell’incontro, quella del senso critico, sapendo che la nostra piccola, povera, breve vita – come diceva Sigmund Freud – non sarà molto, ma è tutto quello che abbiamo.
Questo vorrebbe essere la biblioteca: una forma di resistenza e di difesa, qualche volta estrema, di fronte a chi crede, e a chi vuol farci credere, che ormai non conta più niente. Buon Natale.

Lo staff della Biblioteca

http://www.bibcom.trento.it/

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